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L'ESPERTO RISPONDE

Sequenza vini a tavola


Non corrisponde assolutamente a verità ed è anzi un luogo comune che cambiare tipo di vino durante un pranzo faccia male. Abbinare il giusto tipo di vino alle diverse portate di un pranzo che comprenda sia piatti di pesce che carni, formaggi o dolci, é invece possibile seguendo queste semplici avvertenze:
dovendo gustare più vini non eccedere nelle quantità, ma limitarsi a bere un bicchiere per ogni tipo;
regolarsi nel numero degli assaggi in base al proprio " allenamento " al bere e alle capacità di tenuta;
procedere negli assaggi dal vino più leggero al più importante, ovvero partire da un Prosecco, da un metodo classico per passare a bianchi leggeri, quindi a bianchi più strutturati, a rossi giovani e beverini sino ad arrivare ai rossi importanti invecchiati;
evitare le temperature troppo fredde o addirittura ghiacciate per i vini bianchi;
lasciare per ultimi i vini dolci o liquorosi ed evitare di far seguire loro, dopo 4-5 assaggi diversi, un distillato;
non procedere mai a ritroso o a casaccio partendo da un grande rosso per poi passare ad un bianco leggero.

Questa è la sequenza che in linea di massima deve essere seguita


  • Spumanti secchi (Charmat)

  • Spumanti secchi (Metodo classico)

  • Vini bianchi secchi giovani e fruttati

  • Vini bianchi secchi aromatici

  • Vini bianchi secchi maturi e strutturati

  • Rosati

  • Rossi novelli

  • Rossi mediamente invecchiati

  • Rossi molto maturi

  • Spumanti amabili, dolci

  • Passiti

  • Liquorosi




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