MondoMotori MondoMotori

HOME

SCRIVI

MAPPA

PUBBLICITÀ

WineReport
WrCLUB
 
 
WinenewsVino&Co.TravelFoodShoppingCuriositàWrClub
Travel

REGIONI

Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino Alto Adige
Umbria
Valle d'Aosta
Veneto

I SENTIERI del GUSTO

AGRITURISMO

MUSEI del VINO

TRAVEL LINK



SENTIERI DEL GUSTO del 06/03/2001

Gastronomia: il fast chiama, lo slow risponde

Siena, il 2001 si apre nel segno di Cantine e Win


Le cantine si tirano a lustro, in vista di aperture di prestigio e di un’altra primavera da attrazione fatale per gli appassionati. Ma intanto c’è da sbarcare l’inverno: i più rinviano ancora di qualche week end l’appuntamento con la scoperta del territorio, ripiegando piacevolmente su un riparo serale in qualche accogliente rifugio del gusto. Che in Toscana può prendere il nome di Vinaio, o di Osteria, se non proprio di Enoteca o “Wine-bar” come sceglie chi è più à la page. Chiamiamolo come vogliamo, è questo sicuramente uno dei tanti percorsi possibili per la scoperta di una singolare regione. E della terra di Siena, in particolare: qui i locali-da-vino si presentano come il vero fatto nuovo del 2001, una tendenza destinata a rafforzarsi nel corso dei prossimi mesi. Due nuovi locali nel cuore del capoluogo, uno alle pendici del Monte Amiata. E prossimamente, un innovativo salotto in piazza del Campo. Dati alla mano, il nuovo anno nel Senese si è aperto all’insegna di “cantine” di nuova concezione destinate ad allargare l’offerta di punti d’incontro, se non proprio a rivoluzionarla, in misura crescente. Iniziative indipendenti e per certi versi anche molto diverse tra loro, ma accomunate da una volontà d’intrattenimento all’insegna del degustare tipico, senza fretta. E possibilmente in ambienti che allietino l’occhio, oltre al palato. Una “filosofia” destinata a manifestarsi in modo spettacolare in primavera, nella piazza-simbolo di Siena. Solo allora verrà svelato, infatti, il contenuto dell’avveniristico “non solo wine bar” che non ha ancora un nome ma di cui si parla da tempo e che è attualmente in fase di allestimento. Probabilmente i battenti saranno aperti già da maggio nei pressi della Mossa, ovvero il punto nel quale si allineano cavalli e fantini prima di correre a rotta di collo il Palio. Qui, etichette scelte locali e pietanze toscano-cosmopolite verranno preparate e servite in un ambiente articolato in una doppia dimensione di fruizione. All’aperto pochi tavoli per un siparietto marcatamente slow, all’interno uno spazio piccolo ma “vitale”, pensato per diventare un vero meeting point del buon gusto, incorniciato da un intervento di arredo artistico ad opera di un famoso artista: come, chi e cosa restano per ora top secret.

Solo da pochi giorni, invece, si è rivelata la novità del Monte Amiata. Nel cuore di Abbadia San Salvatore, principale centro del comprensorio ha aperto “La Confusa”. Un locale come questo non c’è mai stato, sotto il monte che fu un vulcano. Anche se La Confusa è nata pensando a qualcosa che c’era, e non c’è più: “fino a quindici anni fa i badenghi faceva merenda in osteria, ad Abbadia ce n’erano diverse – racconta Paolo Pizzetti, ideatore dell’iniziativa – oggi per fare uno spuntino saporito non si trova nulla prima di Bagno Vignoni. Vogliamo recuperare quella tradizione, associandola alle preferenze dei nostri tempi”. Così ha preso vita il locale che prende il nome dal più famoso degli stornelli badenghi, un “confuso mix” di arie popolari dei tempi andati. Pizzetti, 39 anni, un passato da cantiniere e sommelier, ha realizzato un piccolo ed accogliente rustico, 45 metri quadri circa con sei-sette tavolini: qui c’è spazio per gli assaggi di cinta senese o di prelibatezze al cinghiale. Oltre che, naturalmente per i vini: “puntiamo su Nobile, Brunello, Rosso di Montepulciano e qualche Chianti – afferma Pizzetti – a chi gradisce, proponiamo anche del Tocai”.

Torniamo ora verso il capoluogo. Su via Banchi di Sopra, il vero Corso di Siena negli ultimi giorni del Duemila si è affacciata la “Cantina dei Tolomei”: è nata per volontà di due giovani contradaioli, uno della Torre, l’altro della Civetta. Alla base l’idea di offrire un’occasione pratica ed agevole per gustare tipicità della zona. Entrando a fianco del cinema Odeon, dirimpetto alla più elegante piazza della città, etichette accessibili anche ai giovani cultori del buon bere fanno da cornice ad un piccolo banco dove pane e companatico vengono serviti all’istante. Le chiacchiere dell’”angolo dell’Unto”, il punto di massimo sdruscio nella passeggiata senese, si alternano a pratiche indicazioni per i tanti visitatori che possono godere anche di un piccolo ammezzato con vista sul Corso. Poco distante, dove via delle Terme s’incrocia con via dei Pittori, a cavallo dello scorso Capodanno è sorta anche la “Compagnia dei Vinattieri”: quello che era un fondo di tipografia si è trasformato in un salotto tra il rustico e il moderno, con suggestiva appendice nella cantina dove rossi d’annata fanno bella mostra di sé sotto le volte in tufo. Le etichette Gaja predominano nell’esposizione interna; in sala si servono anche scotch irlandesi, rum e cioccolato e dolci di giornata. Curioso il doppio ingresso, una porta a vetri con vista su candelabro e scale in via delle Terme, un portico-vetrina nell’attigua via dei Pittori, ovvero la strada che conduce al Convento di Santa Caterina da Siena. Siamo nel cuore del territorio dell’Oca: risalendo, andiamo alla ricerca del vero crocevia della Siena antica: è il punto dal quale si dipartono i tre “Terzi”, ovvero le tre macro-zone (“Terzo di San Martino, di Camollia, di Città) in cui l’abitato medievale fu suddiviso durante la Repubblica. E’ qui, lungo via dei Termini, che ci imbattiamo nell’Enoteca I Terzi: non è una novità, il locale è aperto da una decina d’anni. Ma fu il primo, all’epoca, ad introdurre in quest’angolo di mondo la moderna concezione del wine-bar, ed ancora oggi merita sicuramente la visita. Gli ultimi tempi peraltro lo hanno consacrato come vero meeting point della nomenklatura cittadina. E’ qui, insomma che signorotti del terzo millennio fanno i loro giochi; il visitatore è avvertito, che gli piaccia o no. “Ultimamente però si vedono molto di più anche i giovani – afferma Massimiliano Calandrini, wine advisor del locale – e il passaggio ai Terzi ad apertura di serata, nel fine settimana, sta diventando un’abitudine”. Cosa si apprezza, ai Terzi? Sassicaia, Solaia, Ornellaia e Massetto sono i veri fatti nuovi degli ultimi tempi. E’ raro trovarli in giro, per chi non li trova è frequente venirli a cercare qua. Sotto le volte in pietra (il palazzo che lo alloggia è uno dei più antichi della città) la degustazione a bicchiere si accompagna a piatti freddi o spuntini caldi, “fast” per preparazione ma non per concezione. Del resto, con l’arrivo del 2001 Siena ha registrato anche l’apertura di un nuovo, grande fast food in periferia: il fronte del buongusto toscano, tuttavia non intende rimanere al palo. Anzi…

Massimo Sollazzini

“La Confusa”
piazza XX Settembre
Abbadia San Salvatore (Siena)
0577/776024
orario 11 – 24
“Compagnia dei Vinattieri”
via delle Terme, 79 - Siena
0577/236568
orario 11 – 01

“Cantina dei Tolomei”
via Banchi di Sopra, 29 - Siena
0577/221065
orario 9.30 – 20

Enoteca I Terzi
Via dei Termini, 7 – Siena
0577/44329
orario 11-24
chiuso lunedì




Auto usate