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SENTIERI DEL GUSTO del 07/06/2001

La Strada del Vino Colli di Maremma


La Maremma, ecco una delle nuove frontiere del vino italiano. La Maremma, terra di vini rossi potenti e concentrati, di quelli che piacciono al gusto più “moderno”. La Napa Valley italiana, come subito qualche zelante giornalista si è affrettato a definirla, anche se ricordiamo un ironico Hugh Johnson commentare nel corso di una trasmissione televisiva “speriamo che non farà vini con lo stesso gusto”.

Dal punto di vista enologico, da quando si sono scoperte le potenzialità di questa regione, si è andata compiendo una giusta differenziazione che ha portato a realizzare tre strade del vino: la Strada del Vino Monteregio di Massa Marittima (la più settentrionale, sopra Grosseto), la Strada del Vino Montecucco (la più interna) e quella di cui stiamo per parlare, la più meridionale, cioè la Strada del Vino Colli di Maremma.

Abbiamo parlato di vini potenti e concentrati, provenienti, si può facilmente supporre, da una terra calda, spesso inondata dal sole, le cui temperature consentono una sempre perfetta maturazione delle uve, alla quale corrisponda una natura colorata di tonalità prevalentemente gialle. Ma quando si percorre questa zona della Maremma ci si accorge presto che al colore giallo, pure presente, si accavalla e si sovrappone, specialmente nelle zone più prossime alla costa, quella cosa stupenda che è la macchia mediterranea, che pare impenetrabile con il suo verde cupo e coi suoi inconfondibili profumi dolci. Il profilo del panorama è collinare, di una collina che ricorda in alcune parti le pendenze accentuate del Chianti Classico, altrove quelle dolci e sinuose, ad esempio, del Chianti Senese.

Dal punto di vista del guidatore enofilo, la Maremma è terra che va conquistata, perché rispetto ad altre zone toscane, ma diremmo anche rispetto alla media italiana, il reticolato stradale si stende avaro rispetto alla estensione del territorio. Insomma, i bei posti belli bisogna sudarseli e... attenzione a non sbagliare strada!

Ma veniamo alla nostra strada del vino Colli di Maremma, che è compresa nella parte più bassa della provincia di Grosseto e della Toscana, al confine con il Lazio. Essa si snoda attraverso quattro aree principali anche se a far la parte del leone sono le due zone corrispondenti a due importanti città del vino che si fronteggiano orgogliosamente: Scansano e Pitigliano. La prima dà il nome ad un rosso di crescente importanza nel panorama toscano (e non solo) che è il Morellino di Scansano. Alla seconda è invece associato il Bianco di Pitigliano, che, seppure in forte ritardo, sta riacquisendo il posto che gli spetta nell’ambito della produzione toscana "in bianco". A completare il quadro vi sono la zona dell’Ansonica – Costa dell’Argentario e, a ricavarsi uno spazio al suo interno, la zona del Parrina.

Facciamo un rapido schema “stradale” della situazione: chi arrivasse da Nord può scegliere la bellissima Aurelia (quasi tutta a quattro corsie), uscire a Grosseto, e iniziare un percorso Nord-Sud; oppure proseguire ancora un po' lungo la fascia costiera, attraversare il Parco Naturale della Maremma ed uscire ad Albinia, per poi compiere un percorso Ovest-Est. Chi viene da Roma può arrivare a Viterbo, costeggiare il Lago di Bolsena e abbordare la strada da Sud. Meno semplice è per chi percorre la Autostrada del Sole: a loro forse consiglieremmo di uscire ad Orvieto e puntare verso Ovest.

Descriviamo ora più in dettaglio il percorso della nostra Strada del Vino dei Colli di Maremma, che da Nord a Sud si snoda, appena superata Grosseto, lungo due direttive parallele: una più a Ovest che comprende i paesi di Montiano e di Magliano, e l'altra (SP322) che attraversa Scansano. Questi due rami sono congiunti dalla strada SP323 che unisce in particolare Scansano e Magliano. Entrambe queste direttive vanno a "confluire" sul ramo della strada che va da Ovest ad Est, un segmento della strada SS74 Maremmana, quello che interessa la zona di Pitigliano (che ne viene attraversato) e quelle dell’Ansonica e del Parrina. Ultimo ramo, quello che attraversa Capalbio.

Abbiamo nominato diversi paesi, che vanno tutti assolutamente visitati: ad esempio è uno spettacolo che si scolpisce indelebile nella memoria quello a cui si assiste arrivando di sera a Pitigliano, arroccato su uno sperone di tufo e illuminato dal basso. E lì vicino, Sovana, salotto a cielo aperto dalle tonalità rosse; e Sorano con il suo bellissimo (e visitabile) Palazzo Orsini. E poi Montiano, e Magliano con la sua Rocca degli Aldobrandeschi. E vicino Manciano, l’incantevole Montemerano, e lì vicino le cascate di acqua calda di Saturnia, dove si può fare un bagno caldo con idromassaggio naturale sovrastati da verdi colline... E Capalbio, per fortuna non più tanto di moda, una terrazza dalla quale potrete, voltandovi da una parte o dall'altra, ammirare rispettivamente colline verdi o un tramonto sul mare. Ma lasciatevi guidare anche dal caso, come è successo a noi quando una volta, arrivando a Magliano, abbiamo seguito un’indicazione per la Chiesa di San Bruzio e abbiamo trovato un rudere di fascino indimenticabile...

Ma veniamo ai vini: sono tante le DOC comprese in questa strada del vino: innanzitutto Morellino di Scansano (sangiovese minimo 80%, più altri vitigni a bacca rossa), poi l’altra DOC storica della zona, il Bianco di Pitigliano (trebbiano toscano 50-80%, greco, malvasia toscana, verdello, 20%, grechetto, chardonnay, sauvignon bianco, pinot bianco, riesling italico bianco 15-30%, altri vitigni a bacca bianca massimo 10%). Quindi le DOC Capalbio (il Rosso, con 50% sangiovese; il Bianco, 50% trebbiano e poi massima libertà; e il Rosato, il Capalbio Sangiovese e Capalbio Cabernet Sauvignon) e Sovana (tipologia di DOC simile alla Capalbio, ma con un DOC Sovana Merlot). Poi il Parrina Rosso (sangiovese fino al 30%, più altre uve rosse), Bianco (trebbiano toscano dal 30 al 50%, ansonica e chardonnay da soli o congiuntamente dal 30 al 50%.), e Rosato (con sangiovese 70-100% più altre uve rosse), e infine l'Ansonica della Costa dell'Argentario (vitigni: ansonica bianco con un minimo dell' 85%, altri vitigni di bacca bianca fino al 15%).

I soggetti che sono andati associandosi alla Strada sono naturalmente prima di tutto le aziende produttrici: innanzitutto le Cantine Cooperative (quella di Pitigliano, in località Vignagrande, tel. 0564/616133, www.cantinadipitigliano.it; quella di Scansano, in località Saragiolo, tel. 0564/507288, www.cantinadelmorellino.it, e quella dei produttori di Capalbio, a Borgo Carige in Via Pedemontana 33/35, tel. 0564/890253); poi, soprattutto per la zona di Scansano, troviamo molti nomi interessanti e blasonati: la Fattoria Le Pupille (in località Pereta, presso Magliano in Toscana, tel. 0564/505129), autrice di un ottimo Morellino base e Riserva, di un cru di successo quale il Poggio Valente e di un ormai storico supertuscan come il Saffredi. Ci teniamo poi a menzionare la Fattoria Poggio Argentiera (in località Banditella di Alberese, tel. 0564/405099, www.poggioargentiera.com) con i suoi Morellino Bellamarsilia e il (veramente bello) Capatosta. E poi la Fattoria Mantellassi (località Banditaccia, presso Magliano in Toscana, tel. 0564/592037, www.fatt-mantellassi.it) con i suoi cru (l'eccellenza è costituita dal Le Sentinelle) e il suo interessante Querciolaia (alicante in purezza).

Ma non solo aziende vitivinicole: sono associate alla Strada del Vino Colli di Maremma anche aziende agrituristiche, ristoranti, enoteche, alberghi, fino ad arrivare ad imprese artigianali, fra le quali menzioniamo Il Laboratorio dell'Erborista (in località La Rotta presso Pitigliano) e la Lavorazione Ceramiche Artistiche (in via Roma, sempre a Pitigliano), che consentiranno al turista enologico un ampio panorama di esperienze.

Riccardo Farchioni




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