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SENTIERI DEL GUSTO del 01/08/2001

La Strada del Vino Costa degli Etruschi


La Strada del Vino Costa degli Etruschi si caratterizza per la ricchezza e la varietà della proposta vinicola, fatta di bei bianchi realizzati da una ampio spettro di uve, ma soprattutto di rossi profumati, di grande carattere e posti nel giusto mezzo fra potenza ed eleganza. Dal punto di vista paesaggistico la strada è di grande interesse perché il suo percorso, oltre ad attraversare o lambire centri di grandi fascino e storia, è costellato di parchi naturali (ne riportiamo un elenco alla fine dell’articolo, assieme ad alcune delle aziende agrituristiche che aderiscono alla Strada).

Ha la forma approssimativa di una T, anzi forse più precisamente di una tau greca. Il ramo orizzontale, che è anche il più settentrionale, è quello che si incunena di più verso l’interno, ed è compreso quasi tutto nella estremità sud della provincia di Pisa, partendo da poco sotto Castellina Marittima, e arrivando a Montecatini Val di Cecina. Ma il ramo più rilevante è quello che va verso sud mantenendosi grosso modo parallelo alla costa, compreso tutto nella provincia di Livorno, interrompendosi a Piombino per riemergere nell’Isola d’Elba.

Il suo nome è dovuto al fatto che molti comuni attraversati furono fondati da quell’antico popolo, che ha lasciato nella zona interessata ampie tracce quali necropoli, cinte murarie, acropoli, concentrate sopratutto nella zona fra Populonia e il Golfo di Baratti. In tempi più recenti la storia ha visto il dominio su queste terre soprattutto della Repubblica Pisana e poi di Firenze, dei Medici e dei Lorena.

Dal punto di vista della geografia enologica, la Strada del Vino Costa degli Etruschi fa da cerniera fra la Toscana “alta” e quella “bassa”, ossia la Maremma. È naturalmente una strada di grandi rossi, ma anche sul versante dei bianchi, come vedremo, sa ben difendersi. E a proposito di vino, non possiamo nascondere il fatto che ha dell’incredibile lo sviluppo e il successo che ha avuto questa zona, nata pressoché dal nulla, su terre strappate al mare il cui influsso non è considerato in genere positivo, ed arrivata ad essere la zona dei vini più esclusivi d’Italia, e nella quale il prezzo dei vigneti raggiunge livelli altissimi. E attorno alle grandi famiglie (ci riferiamo naturalmente agli Incisa della Rocchetta produttori del Sassicaia, e degli Antinori - Lodovico, dell’Ornellaia e Piero, del Guado al Tasso) è nata una schiera di nuovi produttori che hanno fatto di quest’area una delle più interessanti d’Italia.

La strada del vino comprende quattro famiglie di doc che descriveremo durante il percorso. Partiamo dunque da nord. La doc Montescudaio, che prende il nome dall’omonimo bel paese arroccato su una collina e sede di una vivace festa del vino nel mese di Ottobre, comprende le storiche doc Rosso (il cui disciplinare è composto prevalentemente da sangiovese, con la possibilità di inserire altri vitigni a bacca rossa fino al 10%) e Bianco (in cui il trebbiano toscano la fa da padrone, con un 30% di vermentino e altre uve bianche per il 10%). Queste doc (in realtà ci riferiamo soprattutto al Rosso), come del resto tante altre, hanno subìto un lungo periodo interlocutorio fatto di disciplinari sbagliati e di metodi inadeguati di coltivazione in vigna, ma ora le cose stanno cambiando. Oltre naturalmente la maggior valorizzazione del sangiovese, la “modernizzazione” dei disciplinari ha portato con sé nuovi soggetti quali le doc Montescudaio Merlot e Cabernet Sauvignon.

A testimonianza del progresso della zona basta ricordare i nomi di aziende quali la Fattoria di Sorbaiano (Via Provinciale Tre Comuni, presso Montecatini Val di Cecina, tel. 0588/30243) con il suo Montescudaio Rosso, il potente Rosso delle Miniere, e il Podere Poggio Gagliardo (Loc. Poggio Gagliardo, Montescudaio, tel. 0588/630775), con i suoi Montescudaio Rosso Rovo e Malemacchie, e il nuovo bel Gobbo ai Pianacci, futuro taglio bordolese, per farsi un’idea di come le cose stiano progredendo. Va detto che questa azienda si segnala anche per dei bei bianchi, il Montescudaio Bianco Linaglia e Vigna Lontana. Nell’area del disciplinare va segnalata anche una azienda blasonata che però non produce vini doc, il Castello del Terriccio (Via Bagnoli 16, Castellina Maritima, tel. 050/699709), autrice di vini assai importanti, il Lupicaia e il Tassinaia fra i rossi e il Con Vento, il Rondinaia e il Soluccio fra i bianchi. Ma attenzione, niente vendita diretta.

Scendiamo dunque verso sud, ammirando la ricchezza naturalistica del paesaggio, ricco di boschi al cui interno non è difficile incontrare daini o cinghiali, serbatoio per la cucina della zona che si abbina con i suoi rossi gagliardi e saporiti. Oltrepassiamo Bibbona, di origine etrusca, circondata da fitti oliveti ed arriviamo a Bolgheri, con il suo viale dei cipressi cantato da Carducci. E se prima il nome di questo elegante paese di origine medioevale si identificava esclusivamente con l’opera del grande poeta, oggi evoca anche un altro nome, quello del Sassicaia. L’impulso di questo vino-mito ha portato una vera e propria rivoluzione nella produzione vitivinicola locale, prima caratterizzata da un semplice vino rosato. Oggi ci sono il Bolgheri doc (Rosso, con un disciplinare libero che prevede cabernet sauvignon nei limiti 10%-90%, merlot 5%-90%, sangiovese 5%-90% e che esiste anche nella versione “superiore”; Bianco, che ricalca il Montescudaio doc; e poi il Bolgheri Rosato, Vermentino e Sauvignon; e infine, noblesse oblige, il Bolgheri Sassicaia doc, primo esempio di disciplinare fatto per un solo vino.

E se nell’area bolgherese abbiamo una concentrazione di “miti” notevole (Tenuta san Guido, Tenuta dell’Ornellaia, Tenuta Belvedere) e di altri importantissimi produttori (per esempio Le Macchiole, con il suo Bolgheri Superiore Paleo, Via Bolgherese 189a, Loc. Contessine tel. 0565/766092), un folto gruppo di realtà produttive si concentra attorno ad un altro incantevole paese, Castagneto Carducci, posto in alto e dalle cui strade in pendenza si può guardare verso il basso e ammirare lo specchio argentato del Tirreno. Qui, alla fine di Aprile, si svolge la importante manifestazione “Castagneto a Tavola”, “simbolo” della enogastronomia della Costa degli Etruschi in occasione della quale, oltre ad assistere ad incontri, dibattiti e a gustare la cucina locale nei migliori ristoranti della zona, si ha l’occasione di assaggiare, nell’ambito di ben organizzate degustazioni guidate, tutta la “mitologia enologica” che per le normali tasche sarebbe ben difficile da conoscere in tutte le sue massime espressioni.

Anche qui abbiamo produttori assai importanti come per esempio Podere Grattamacco (Loc. Grattamacco 129, Castagneto Carducci, tel. 0565/763840, omonimo vino) e il simpatico Michele Satta (Loc. Vigna al Cavaliere 61, Castagneto Carducci, tel. 0565/773041) con i suoi Bolgheri Rosso Piastraia e il suadentissimo Cavaliere.

Proseguendo verso sud, entriamo dell’area della terza doc della strada: la doc Val di Cornia, i cui comuni principali sono Sassetta, Suvereto, Campiglia Marittima e San Vincenzo (località turistica posta sul mare), tutti centri che meritano la sosta e la visita. Questa doc (che comprende la tipologia Rosso, in cui sono assenti uve bianche, il sangiovese fa la parte del leone con un massimo di 15% fra merlot e cabernet sauvignon consentiti a completamento; e il Bianco, sulla falsariga degli altri disciplinari incontrati) è forse meno blasonata o antica delle precedenti, ma ricca di realtà produttive assai vivaci. Fra gli esempi che si possono menzionare ci sono l’azienda di Jacopo Banti (in Località Citerna, presso Campiglia Marittima, tel. 0565/838802), L’Azienda Agricola Tua Rita (Loc. Notri 81, con il suo Giusto di Notri), e l’Azienda Agricola Gualdo del Re (Loc. Notri 77 e il suo Federico I).

E siamo arrivati a Piombino, al mare. Non ci resta che prendere il traghetto per passare nella stupenda Isola d’Elba, che non ha bisogno di presentazioni né di descrizioni: una perla del Mediterraneo, invasa dalla macchia verdissima e circondata da spiagge favolose. Qui la strada che parte da Rio Marina, attraversa Porto Azzurro e arriva, seguendo un percorso a S, nella costa che si affaccia a sud. E vale la pena soffermarsi sulle tipologie di vino, perché sono abbastanza peculiari. A parte le doc Elba Bianco (trebbiano, che localmente viene chiamato procanico, arricchito da vermentino, ansonica, pinot bianco) e Rosso (sangiovese più altri vitigni come cabernet sauvignon e merlot), segnaliamo l’Elba Ansonica (anche Passito), dall’omonimo vitigno a bacca bianca, e l’Elba Aleatico (dall’omonimo vitigno rosso che viene fatto appassire). Qui ci sentiamo di segnalare l’azienda bandiera dell’isola, l’Azienda Agricola Acquabona (Loc. Acquabona, Portoferraio, tel. 0565/933013), nonostante le realtà produttive di qualità stiano crescendo a vista d’occhio. E ricordiamo che l’Isola d’Elba è sede di una bella manifestazione dal titolo “Le Strade del Vino e le Vie del Mare”, che si svolge di solito alla fine di Maggio e che coinvolge, oltre naturalmente alle aziende isolane, enoteche e ristoranti.

Parchi ed aziende agrituristiche della Strada

Della Strada fanno parte il Parco Costiero della Sterpaia (fra Piombino e Follonica), il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, il Parco Naturale di Montioni (fra Suvereto e Follonica), il Parco Costiero di Rimigliano, poco sotto San Vincenzo), il Parco Archeominerario di San Silvestro (nei pressi di Campiglia Marittima), il Parco Forestale di Poggio Neri (fra Castagneto Carducci e Campiglia Marittima), per i quali conviene informarsi presso La Società Parchi Val di Cornia (Via Lerario 90, Piombino, tel. 0565/49430), oppure presso l’ATM di Piombino (Tel. 0565/222118). Fra le aziende agrituristiche che presentano una produzione di generi alimentare tipici possiamo menzionare L’Agriturismo Il Vignone (Via Bolgherese 133, Loc. Sughericcio, Castagneto Carducci - Li, tel. 0565/763892), La Serra del Pino (Via delle Vedove 2, Montescudaio – Pi, tel. 0586/650437), Azienda Agricola Giuli Rosselmini Gualandi, Loc. Vignale, Vignale Riotorto – Li, tel. 0565/20486)

Consorzio Strada del Vino Costa degli Etruschi
c/o Uffici Comunali, Via della Repubblica 15
Donoratico (LI), Tel. e fax 0565/773025
e-mail sdv@infol.it

Riccardo Farchioni




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