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LA DEGUSTAZIONE del 16/11/2004

Quando il Valtellina Sassella profuma di Nebbiolo: viaggio nella riserva di Rainoldi


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Restiamo anche questo mese, con la nostra degustazione verticale, in Valtellina, e dopo l’emozionante excursus dedicato al Prestigio di Triacca, documentato nell’uscita di ottobre (leggi l'articolo), tocca ora ad un altro vino di una grande azienda tra le più serie e rappresentative di questa magnifica zona portabandiera della viticoltura di montagna, i Rainoldi di Chiuro.
Fondata nel 1925 da Aldo Rainoldi, è ora condotta da Giuseppe Rainoldi che si avvale della preziosa e dinamica collaborazione del nipote Aldo, giovane enologo che si è formato in quel di Alba rafforzando il suo naturale amore per il Nebbiolo.

Rainoldi negli ultimi anni si è fatta conoscere dagli appassionati dei vini valtellinesi soprattutto grazie ai due vini ottenuti con la speciale tecnica di “forzatura” ovverosia di appassimento dell’uva Chiavennasca sui graticci, lo Sfursat classico e lo Sfursat Fruttaio Cà Rizzieri, vini, soprattutto il secondo, che con la loro naturale opulenza hanno intercettato l’attenzione di chi ama i vini più ampi, voluminosi, ricchi di struttura.

Rainoldi deve la sua nobilitate enologica anche ad altri vini meno “appariscenti”, che si collocano in un ideale terra di mezzo tra tradizione e moderata innovazione (soprattutto nelle tecniche di affinamento che prevedono l’uso anche della barrique), l’Inferno riserva, i Valtellina superiore Crespino e Prugnolo, il Carpinello, vino rosso Igt ottenuto con una quota di uve non pigiate, e soprattutto, voglio esprimere chiaramente la mia preferenza, del Valtellina Superiore Sassella riserva, che continua a maturare in grandi botti di rovere di Slavonia e tocca legno francese solo in minima parte, fusti di secondo passaggio, dal 1995.

A questo vino, che mi piace molto, ho già dedicato un articolo, lo scorso febbraio, (leggi l'articolo) dedicato all’annata 1999, ma in occasione di un recente ritorno (ci sarò nuovamente tornato a fine novembre, guidando una masnada di cognati e amici del vino) nella terra del Bitto e del Casera, ho chiesto agli amici Rainoldi di consentirmi un’escursione a ritroso in questo che io considero uno dei più veri Valtellina Superiore, ed eccomi a raccontare, dopo la grandezza del 1999 già celebrata, il valore del 1989, del 1995, del 1997, nonché del 2000 e del 2001 (quest’ultimo in assoluta anteprima).
Il Sassella riserva viene vinificato con macerazioni nell’ordine dei 7-8 giorni, facendo attenzione a controllare le temperature e non farle salire più di 28-30 gradi. Il Valtellina Superiore Docg Sassella Riserva conosce una produzione intorno alle diecimila bottiglie proposte a meno di 11 euro.

2001
Un bel vino, diciamolo subito, con un potenziale di sviluppo, evoluzione e tenuta nel tempo importanti. Il colore rubino è vivace, splendente, multi riflessi ed il naso offre, anche se il vino è ancora piuttosto giovane, profumi netti e già di bella consistenza “succosità” e freschezza di lampone, ribes, rosa passita, con striature leggere che richiamano la terra ed il melograno.
In bocca si mostra molto nervoso, ancora un po’ trattenuto, con una vena minerale viva e una bellissima acidità che lo percorrono come una spina dorsale, mentre il frutto rimane leggermente in secondo piano ben armonizzato ad una struttura tannica salda e compatta.
4 stelle – 4 stelle e ½

2000
L’annata calda ci consegna un Sassella riserva di grande ampiezza, fittezza e maturità di frutto negli aromi, che sono caldi, ben grassi, quasi cremosi e richiamano il lampone, la ciliegia, il cioccolato ed il cuoio. La paletta aromatica è meno variegata e fine che nel 2001, ma il vino si presenta sin dal primo impatto molto appealing, goloso, pronto ad essere colto senza attendere ulteriormente. In bocca un frutto ben pronunciato, una buona struttura, un notevole equilibrio e un’indubbia piacevolezza, anche se il vino è un po’ carente d’ampiezza e forse leggermente monodimensionale. Da bere e da gustare ora, con piacere.
3 stelle ½ - 4 stelle

1999
Riprendo il testo dell’articolo di febbraio. Colore rosso rubino caldo e luminoso, brillante, con una leggera vena che vira sul granato, il Sassella sprigiona un profumo inconfondibilmente “nebbioloso”, ricco, di grande densità aromatica e finezza, che richiama la prugna e la ciliegia matura, il sottobosco, con venature di amaretto, noce moscata, selvatico, e si fa apprezzare per la sua grande compattezza carnosa. In bocca, con perfetta coerenza, e senza alcuna interferenza legnosa, il frutto succoso, con una bella sapidità dovuta ad un’acidità bilanciata, regala una bella dolcezza vellutata, una grande pulizia, una perfetta compostezza, da vino di classe che non vuole stupire, che non ha bisogno di alzare la voce, di truccarsi o mascherarsi in maniera estrosa per farsi notare, e che convince per il suo eloquio calmo, per il suo perfetto appeal, per la misura ed il savoir faire.
4 stelle e mezza, senza esitazioni

1997
Un grande vino, di sorprendente equilibrio e vivacità che dimostra in pieno il carattere e lo stile peculiare dei Nebbiolo valtellinesi. Colore rubino brillante nitido senza velature, sciorina, appena si apre nel bicchiere, un bouquet aromatico elegantissimo che dal lampone evolve verso il ribes, il sottobosco, il ginepro, sino ad evocare il sorbo ed il marzapane
In bocca un frutto nitido, sapido, nervoso, di assoluta freschezza ed incisività, abbinato ad un corredo tannico importante, che non morde ma si fa sentire e dà ampiezza e lunghezza al vino.
4 stelle – 4 stelle e mezza

1995
Forse il miglior vino (1999 a parte) della serie, un vino vivo, pimpante, pieno di energia, sin dal colore rubino luminoso splendente quasi metallico nei suoi riflessi, e perfettamente coerente nel profilo aromatico che abbina complessità a finezza e svaria dalla terra bagnata, alla prugna e alla ciliegia sotto spirito al melograno, ad accenni di pelliccia e cuoio, a striature sapide di grafite. La bocca è perfettamente soddisfacente per tutti coloro che amino l’armonia, l’eleganza, l’incisività in un vino base Nebbiolo, con un frutto polputo, croccante, che apre ad una stoffa vellutata calda e avvolgente, e chiude su un finale sapido nervoso, lungo, scattante. Splendido da bere ora, ma ancora con un bel potenziale evolutivo davanti a sé.
4 stelle ½ - 5 stelle

1989
Permettetemi la battuta: il Nebbiolo, in Valtellina, almeno da questo vino, non mostra le stesse meraviglie del Nebbiolo a Barolo ! Ancora dotato di una bella vivacità di colore, il vino propone un naso evoluto, tra l’ossidativo ed il minerale, con un’acidità volatile da esercizi sul filo del trapezio e note, nello sviluppo nel bicchiere, che evocano il formaggio stagionato. Bella invece la materia consistente e terrosa, e la struttura tannica salda che il vino mostra al gusto, con straordinaria lunghezza e persistenza.
3 stelle e ½

Casa Vinicola Aldo Rainoldi
Via Stelvio, 128
23030 Chiuro - Sondrio
Tel. 0342.482225
Fax 0342.483775
E-mail: rainoldi@rainoldi.com
www.rainoldi.com





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