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VINI DAL MONDO del 16/11/2004

Champagne Charles de la Milanière Jean Milan


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Si avvicinano le festività natalizie e sale la voglia di bollicine! Vi starete chiedendo, però, quali bollicine ?. Quando si parla di questa tipologia di vini, senza voler sembrare esterofilo a tutti i costi, sono del parere che l'Italia abbia ancora una lunga strada da percorrere per poter aspirare a competere con i cugini francesi. Checché se ne dica Franciacorta & Co. mi sembrano ancora un tantino troppo sopravvalutati rispetto ai numerosi e piccoli artigiani della Champagne. Sì avete capito bene "piccoli artigiani dello champagne" perché è di uno di questi che voglio parlarVi.

Sono sicuro che potrà soddisfare tutti coloro ormai stufi degli onnipresenti prodotti delle multinazionali del lusso le cui ben note etichette sono largamente diffuse sugli scaffali di supermercati (e ci può pure stare) ed enoteche(un pò più di ricerca amici enotecari, please!). Prodotti "industriali" che, nella stragrande maggioranza dei casi, non rendono giustizia alla fama di questo mito d'oltralpe. Voglio subito tranquillizzarvi sul fatto che artigiani, "vigneron" alla francese, non significa affatto prezzi più cari, tutt'altro!. Se avrete la pazienza e l'insistenza di cercare e provare Vi accorgerete che in Champagne esistono anche prodotti a tiratura limitata, di assoluto valore e dai prezzi particolarmente contenuti e vantaggiosi. L'unico neo sta nella loro reperibilità e qualche volta negli eccessivi ricarichi da parte di importatori-distributori che finiscono con incidere sulla competitività dei prezzi.

Una piccola Maison de Champagne
Jean Milan è una maison a carattere familiare, sita a Oger, 15 km a sud d'Epernay, nella Cote des Blancs, che produce, dal 1864, un numero nutrito di etichette da uno dei più vocati terroir dell'intera regione. Io ho selezionato per Voi una tra quelle più originali e meno care: lo champagne rosé Charles de la Milanière . Al consumatore finale il prezzo di questo "rosso mancato" si aggira sui 22 €uro. Si tratta di uno champagne rosé ottenuto a partire dalla macerazione di uve Pinot Noir. Per elaborare questo rosé la casa utilizza un metodo particolare poco diffuso in questa regione: il "salasso" ovverosia la saignée. In questo caso invece di aggiungere vino rosso, come è prassi comune in zona, al vino bianco, si preleva il succo in corso di fermentazione per ottenere direttamente un vino rosé destinato a diventare Champagne.

Questo "Borgogna con le bollicine" (come è stato definito da qualche affezionato degustatore) è uno champagne di carattere, "con gli attributi", senza, però, difettare in termini di finezza ed eleganza come si conviene ad un vino di alto rango. I suoi aromi di piccoli frutti rossi e bianchi sono ben valorizzati da un'evoluzione ed un finale pieno di freschezza. Al palato, poi, una cremosa e corposa avvolgenza esalta e completa il caleidoscopio di sensazioni che queste incredibili bollicine sanno regalare. Secondo me dovrebbe essere servito, rigorosamente, a tutto pasto, per accompagnare il prossimo cenone, dunque, dall'antipasto al dolce ed assolutamente evitare di relegarlo al solo brindisi di mezzanotte! Un modo per concludere con un rosato, seppur molto speciale, un anno vissuto all'insegna di questa tipologia di vini grazie anche (consentitemi di dirlo) all'impegno e alla penna (oops volevo dire tastiera!) del direttore di questo web magazine. Non mi resta, a questo punto, che augurarVi un sereno e proficuo 2005...

Fabio Cimmino
fcimmino@winereport.com





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