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STRADE DEL VINO del 12/12/2009

Emilia – Romagna: un trattino che non significa unione ...


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Per molti EMILIA - ROMAGNA significa solo buona cucina, spiagge e divertimenti. E' invece una regione molto più complessa, ricca di storia, arte, cultura, tradizioni e - come si deduce dal nome- divisa in due: l'Emilia, che confina con la Lombardia, e la Romagna che si affaccia sul mare Adriatico.

A noi romagnoli piace raccontare quanto sia facile riconoscere il confine fra Emilia e Romagna; scendendo da nord lungo la via Emilia chiedete da bere: finché vi danno acqua siete in Emilia, quando riceverete del vino sarete in Romagna!
Nel nostro dialetto, infatti,"bé" (bere) significa VINO.

Oggi la Romagna è considerata una delle rivelazioni nazionali quanto a produzione di vini di qualità, come testimoniato dalle lusinghiere valutazioni unanimemente espresse dalle maggiori guide enologiche negli ultimi anni. "... i loro migliori Sangiovesi competono oramai alla pari con i grandi rossi italiani... una crescita continua che siamo sicuri riserverà nel prossimo futuro autentiche sorprese" (Almanacco del Berebene 2005, pag. 137).

Questo perché la Romagna ha saputo rinnovare profondamente la propria immagine produttiva, e nel settore vinicolo ha puntato sulla qualità con investimenti mirati, facendo ricorso alla ricerca sperimentale e clonale e affidandosi alla consulenza di seri enologi.

Qui si possono gustare grandi vini e rinomate specialità culinarie; per far conoscere i propri vini la Romagna si è dotata dei luoghi deputati alla degustazione: a Bertinoro, Predappio Alta, Castrocaro e Ravenna ; a Dozza ha sede l'ENOTECA REGIONALE.

Il Sangiovese è il nostro vino principe (sapevate che il nome "Sangiovese" deriva da Monte Giove, che è un colle del riminese?) e sia la vinificazione in purezza, sia con altri vitigni, hanno recentemente portato all'attenzione di giornalisti, esperti e conoscitori alcuni vini eccezionali, in grado di soddisfare i palati più esigenti.
Dal riminese al faentino, passando per il cesenate e il forlivese, non mancano le opportunità di acquistare grandi vini a prezzi molto competitivi! Va segnalato che alcuni vini, pur scegliendo di rimanere fuori dalla DOC (come avviene in altre regioni d'Italia) hanno incontrato il favore di esperti ed intenditori: per tutti citiamo il "Borgo dei Guidi", il Bron & Rusèval", il "Magnificat", il "Marzieno" e il "Mito".

La Romagna, le cui tradizioni culinarie sono ben note (l' Artusi era nativo di Forlimpopoli...) ha saputo anche salvaguardare prodotti di grande pregio gastronomico, come il FORMAGGIO DI FOSSA di Sogliano al Rubicone e Talamello (che di recente ha ottenuto la DOP) e l'OLIO EXTRA VERGINE di Brisighella. Due specialità che da poco si sono affacciate sul grande mercato e che certamente meritano di essere conosciute: ma attenzione, la produzione è limitata!

Sulla tavola romagnola, invece, non manca mai la piadina, che spesso sostituisce il pane; accompagnata a formaggi molli, o affettati vari, è ideale per uno spuntino; qualcuno la propone anche con la Nutella, ma questa è un'altra storia…
Per il pranzo - o la cena - c'è solo l'imbarazzo della scelta: tagliatelle, cappelletti, strozzapreti, passatelli sono i primi piatti della tradizione, talvolta interpretati in chiave moderna con inaspettato successo; a seguire, il pesce dell'Adriatico o le grigliate miste dell'entroterra, ovviamente in armonia col vino giusto!

Fra le specialità romagnole a fine pasto si segnalano - oltre ai dolci tipici delle feste: castagne e frappe a Carnevale, pagnotta Pasquale, piada dei Morti - la zuppa inglese, la ciambella e il meno consueto "savór", una composta fatta di uva, mosto, mele, mele cotogne, pere, pere cotogne, frutta secca, mandorle e zucchero; in abbinamento l'Albana Passito DOCG.

I vini bianchi della Romagna.
ALBANA
Il primo vino italiano a bacca bianca cui è stata riconosciuta la DOCG; molto apprezzata quella prodotta nel territorio del colle di Bertinoro.
PAGADEBIT
Un nome curioso come la sua storia: con il vino prodotto da questo vitigno, assai resistente alle malattie e alle intemperie, una volta il contadino riusciva a pagare i debiti contratti durante il lungo e improduttivo periodo invernale.

TREBBIANO
Al tempo della vendemmia quest'uva offre, coi suoi colori, uno spettacolo magnifico, specialmente se si ha la ventura di trovarsi fra i filari di "Trebbiano dalla Fiamma".

I vini rossi della Romagna.
SANGIOVESE
I romagnoli, un tempo definiti anche "mangiapreti", hanno una venerazione per questo Santo; nella varietà grosso o piccolo ha compiuto il miracolo della rinascita della Romagna vinicola.
CAGNINA
Un vino rosso dolce e fermo non è molto frequente nel panorama vinicolo italiano; forse il primo a comparire sulle tavole, in concorrenza con il Novello, va consumato giovane.

Le D.O.C. e D.O.C.G.
Vini di Romagna, Colli di Faenza, Bosco Eliceo, Colli d'Imola, Colli di Rimini, Colli della Romagna Centrale.
Per gustare i prodotti, conoscere le cantine emergenti e i produttori che per primi hanno fatto conoscere il Sangiovese di Romagna si possono visitare i siti delle "Strade dei Vini e dei Sapori": dei Colli di Imola, delle Colline di Faenza, dei Colli di Rimini e quella dei Colli Romagna Centrale (Forlì-Cesena), o visitare il sito www.sagreinromagna.it.
Un'occasione unica per esplorare una terra ricca di storia, in cui cultura gastronomica ed enologia si sposano per il piacere dei palati più esigenti.

Guido Penso
www.vinotour.it





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