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I LOCALI DEL VINO del 23/01/2009  | Becco d’Oca, Pieve Rossa RE |
 | La Pianurka reggiana, dalla via Emilia in giù, offre soprattutto infinite tortellate, spesso apparecchiate con una buona dose di approssimazione. Estinta la Tradizionale Trattoria, ecco le temibili ristrutturazioni in stile country, tra proposte pallidamente creative o pretenziosi recuperi territoriali. Il Becco d’Oca fa parte di una iniziativa organica di ben altro spessore: la Residenza Pieve Rossa, dall’omonima località; il ristorante e la gastronomia di classe sotto il tetto di un borgo rurale recuperato all’uso moderno senza eccessi da maison de campaigne nostrana. Prevedibile ritrovare un bell’humus di professionalità tra le accoglienti mani di Andrea Forti, già all’Enoteca Alti Spiriti di Reggio e quelle ferme e capaci di Licia Cagnoni da Pavia, una solida esperienza maturata da Sadler. Il locale, sotto un’ampia volta a mezza botte a motivi floreali e grottesche, è sobrio e confortevole. La carta sfiora le referenze ineluttabili della provincia reggiana, poi spicca volo. Già l’appetizer scarta dal consueto salamino, e non di poco, con una salsa russa con salmone affumicato in casa, integro di tutto il suo sapore ed offerto con pani fatti in casa d’ottima fattura. Ma il colpo d’ala arriva subito con la terrina di foie gras con mele e noci. Sapore intenso e definito, servita a temperatura perfetta - cosa assai più rara di quanto si potrebbe pensare - in bel contrasto con le noci e le mele, solo appena troppo presenti. Tra i primi un azzardo da assaggiare subito: le tagliatelle in salmì di lepre e gocce di cioccolato, mirabile invece per giustezza. Una piccola incrinatura nella coscia d’oca laccata con verza e castagne, che offre all’assaggio la carne del voluminoso volatile, rara a queste latitudini, ma con un filo di consistenza cotonosa che appesantisce la gradevole contrapposizione della verdura e delle castagne lessate. Intrigante, seducente, irresistibile il dolce, già dalla ragione sociale: mousse di cioccolato affumicato, sabbia al tabacco e fichi al rhum con oro foglia. Molto buono, oltre che di travolgente impatto estetico - lo sai che è una citazione, ma fa sempre il suo effetto - per le sfumature curiose & gustose e il delicato equilibrio. Molto invitanti in genere, i dolci. C’è una cantina tutt’altro che banale, con più di una etichetta di ricerca (Forte è sommelier) proposta a prezzi garbati. Il servizio è accurato e fluido, gentile senza soverchie caramellosità, e lo ricorderai come un complimento. Addizione è adeguata al posto, e s’attesta sui 50 europei per la corsa. Indubbiamente una voce nuova nella sonnacchiosa ristorazione reggiana.
Stefano Caffarri www.appuntidigola.it
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