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I LOCALI DEL VINO del 27/03/2009  | La Caprese, Mozzo BG |
 | Alle mie attente orecchie giungevano commenti sforbiciati: da un lato l’apprezzamento solido ed unanime per l’ottima qualità del pescato, per la saldezza della cucina, per la personalità a tutto tondo di Bruno, sulla tolda dell’imbarcazione da sempre. Dall’altro qualche bocca storta per il conto, che a volte assumeva - si dice - consistenze rilevanti. Ad onore del vero suonando il campanello della villetta in cui si trova La Caprese - dal sapore rassicurante di casa privata - la sensazione è densa e confortevole, come quando si torna a trovare un vecchio amico che si rivede con piacere e dopo molto tempo. Al tavolo Bruno descrive con partecipazione l’offerta del giorno: pesce di mare. Dunque avrai un crudo di ineccepibile integrità, servito - dice - alla moda caprese: con uno schizzo d’agrume e un crostino di pane, che così facevano i pescatori.
Tra i primi una sontuosa - letteralmente, un vero piatto unico - porzione di casarecce con dentice alla caprese (encore…) appena macchiate di pomodoro fresco. Secondo pescato l’offerta delle pietanze, con pesci di spina anche di grossa taglia cucinati soprattutto nel rispetto della materia con vivida semplicità. C’è anche qualche dolce, di cui la torta di mele e pere è un esempio senza capovolte. Fugati i dubbi sull’addizione: per quanto sopra poco più di trenta euri, per una cena più importante sui 50/60 salvo esagerazioni che fa peso - in senso stretto - anche la quantità. Una pausa piacevole, ovattata, lontana dai clamori e dalle tensioni con un genuino senso della ristorazione.
Stefano Caffarri www.appuntidigola.it
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