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NOVITÀ IN CANTINA del 11/05/2004

Agricola Querciabella, la perfezione passa da Steiner


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E’ una grande azienda con una storia ragguardevole, i cui prodotti sono premiati dalla critica e dai consumatori regolarmente da anni. Si trova nel Chianti Classico e la sua architettura di antico borgo perfettamente ristrutturato parla la lingua dell’investimento e del business di alto livello, compreso il laconico avviso: non si effettua vendita diretta. Avendo la rara possibilità di visitare l’Agricola Querciabella, tutto ti aspetteresti, meno che un pomeriggio di conversazione sulla viticoltura biodinamica.

D’altronde, anche l’agronomo Dales D’Alessandro non se lo aspettava: solo tre anni fa il suo lavoro correva tranquillo lungo i binari della viticoltura convenzionale. Venticinque ettari soprattutto a Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, con una parte più piccola dedicata a Chardonnay e Pinot bianco. La sedimentata affermazione del Classico Querciabella, l’ascesa del Camartina nell’empireo dei Supertuscan e il successo del personalissimo bianco Batar, potevano far prevedere un’espansione in Maremma (35 ettari) e persino una puntata sul Friuli (5 ettari), ma la svolta filosofica, quella D’Alessandro non poteva prevederla.

E’ successo che Sebastiano Castiglioni, subentrato al padre fondatore Giuseppe, abbia voluto imprimere negli ultimi anni un cambiamento coerente con la sua personalissima e ossessiva ricerca della perfezione. Peraltro Castiglioni è il primo a riconoscere nel suo metodo di lavoro un rigore “maniacale”, così tipico per un professionista della grafica e dell’estetica quale lui è.
Ecco che, tre anni fa, l’agronomo di Querciabella è stato investito da questo compito che gli ha rivoluzionato la vita, sia professionale che personale.

Perché la biodinamica ti cambia lo sguardo e i gesti. Tutto cambia e - poche chiacchiere - Dales ti porta subito davanti a un campo fiorito, perché tu veda che tutto comincia… dall’inizio. Per rivitalizzare un vigneto di quaranta anni, la terra è stata scassata con ripper ad àncora (che apre semplicemente il terreno all’acqua e alla luce, senza stravolgerlo) poi seminata a mano con 32 tipi di sementi; quindi il tutto viene trinciato quando è a seme e poi si aspetta che le piante spuntino di nuovo. “E’ la simulazione di un pascolo - ti spiega - per raggiungere quel humus ricco e grasso”. Un processo che può essere velocizzato con appositi preparati biodinamici. Il cornoletame, ad esempio, che consiste in letame di mucca, (che abbia già figliato) lasciato a riposare all’interno delle corna, considerate da Rudolf Steiner - il padre della biodinamica (1861-1925) - una sorta di antenna che si connette con il cosmo.

Certo, bisognerebbe produrre i preparati in azienda, ma in genere si ricorre a quelli elaborati da centri specializzati, anche se poi Querciabella si è dotata di un rivitalizzatore, una sorta di ‘megafrullatore’ (che Steiner mi perdoni), dove il preparato viene fatto mulinare prima di ogni impiego, vale a dire prima di essere diffuso a gocce grossolane con le classiche pompe a spalla. Gesti antichi che immagino belli e rilassati e sui quali forse avrei sorriso, se me li avesse descritti un piccolo imprenditore dallo sguardo new age. Invece ti guardi intorno e sei davanti ai sei ettari della vigna Faule e poi più su al Solatio delle Corti, in cima ad uno dei panorami più belli del grevigiano: in tutto 200mila bottiglie esportate letteralmente in tutto il mondo.

Qui D’Alessandro viene spesso a osservare e conversare insieme al consulente esterno Lionello Anello, che la biodinamica la pratica da venti anni ed è ormai un’autorità. Con lui sono stati avviati tutti i piccoli grandi passi che in questi anni hanno cambiato il modo di lavorare a Querciabella: oltre alla rivitalizzazione di cui sopra, via i tondini di ferro e i legacci di plastica, trattamenti rame e zolfo, (ma la prevenzione dell’infezione primaria è la prima difesa negli approcci bio), calcinazione e incenerimento per regolare infestanti e parassiti. “Ma lo stesso sovescio - aggiunge D’Alessandro - è un modo per regimare il terreno”.

Perché il segreto di tutto è “pensare alla terra e non alla pianta”: nutrirla in modo equilibrato e organico equivale a conservare ed alimentare l’humus, vale a dire quell’impasto di sostanza organica e acqua che conferisce stabilità al terreno e soprattutto lo fa “vivo”. In questo modo il terreno e la pianta tendono a diventare un sistema sano, che trova in se stesso le risorse per reagire agli attacchi patologici, nella misura in cui ne ha bisogno.
Tutti i pensieri dell’agronomo di Querciabella ruotano intorno a questo equilibrio che, tuttavia, ha squilibrato non poco la sua vita: osservare quello che accade e cercare accorgimenti e dettagli per perseguire la salute della terra e della pianta è un lavoro che non finisce mai e che spesso lo insegue anche la notte…

A chi tutto ciò suona un po’ troppo ‘filosofico’, non resta che avvicinarsi alla cantina, una frazione di questo borgo, concreto come le pietre e i mattoni, sue unità di misura. Concreto come la cattedrale di pietra dal cuore d’acciaio soggetta a una temperatura costante per tutto l’anno, anche se qui il vino passa e basta perché è atteso nella cattedrale di pietra dal cuore di legno: la “barricaia”, una fuga a volta da capogiro. Il massimo della tecnologia nella perfezione architettonica.
A questo punto ti sei quasi dimenticato dei preparati biodinamici, ma ti ricordano che qui sono bandite certe alchimie moderne: niente lieviti selezionati, ad esempio, un intervento che per Querciabella appiattisce il profumo e il gusto, indipendentemente dalla diversità del vitigno. <<È assurdo – conclude D’Alessandro - cercare l’espressione di un terroir e poi tornare ad appiattire tutto>>. Come dargli torto ?

Agricola Querciabella
Località Ruffoli Via di Barbiano, 17 Greve in Chianti (FI)
Tel 055 853 834 Fax 055 854 4657
info@querciabella.com
www.querciabella.com





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